Bollettino della crisi
Bernanke non fa brutte sorprese. Monti critica lo Statuto dei lavoratori
Bernanke non fa brutte sorprese e “stampa moneta” a sostegno dell’occupazione. Ieri sera la Fed americana ha annunciato che continuerà l’operazione Twist e lascerà i tassi di interesse su livelli eccezionalmente bassi fino ad almeno la metà del 2015, termine spostato più avanti rispetto ai precedenti annunci (“fine 2014”). “Per sostenere una ripresa più vigorosa – recita il comunicato della Fed – e aiutare ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi a un livello più coerente con il suo duplice mandato, il Comitato ha deciso di aumentare la sua politica accomodante mediante ulteriori acquisti di cartolarizzazioni di mutui al ritmo di 40 miliardi di dollari al mese”.

Bernanke non fa brutte sorprese e “stampa moneta” a sostegno dell’occupazione. Ieri sera la Fed americana ha annunciato che continuerà l’operazione Twist e lascerà i tassi di interesse su livelli eccezionalmente bassi fino ad almeno la metà del 2015, termine spostato più avanti rispetto ai precedenti annunci (“fine 2014”). “Per sostenere una ripresa più vigorosa – recita il comunicato della Fed – e aiutare ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi a un livello più coerente con il suo duplice mandato, il Comitato ha deciso di aumentare la sua politica accomodante mediante ulteriori acquisti di cartolarizzazioni di mutui al ritmo di 40 miliardi di dollari al mese”. La decisione è arrivata dopo l’ennesimo dato non esaltante sull’occupazione americana.
La Fed però fa attendere troppo le Borse europee che temono un altro bailout greco. Ieri l’unico listino positivo del continente è stato quello di Londra, mentre hanno chiuso in calo tutti gli altri (inclusa Milano a meno 1,07). Le Borse europee hanno interrotto le contrattazioni in rosso in attesa delle decisioni della Fed – rese note solo dopo le 18 e 30 – e per i timori che la Grecia abbia bisogno di nuovi aiuti. Nel pomeriggio infatti si erano diffuse alcune dichiarazioni rilasciate al Wall Street Journal dal direttore esecutivo greco presso il Fondo monetario internazionale, secondo il quale sarebbe necessario un nuovo pacchetto di aiuti internazionali per Atene. Ipotesi smentita dal governo greco. Il Fmi ha però affermato in compenso che ci sono “valide ragioni” per accordare una proroga supplementare ad Atene per arrivare al risanamento delle finanze pubbliche.
Per Marchionne “Fabbrica Italia” è una espressione datata. “Nei giorni scorsi, da parte di alcuni esponenti del mondo politico e sindacale, sono state fatte dichiarazioni preoccupate per il futuro di ‘Fabbrica Italia’”, ha scritto il Lingotto in una nota, ma è “impossibile fare riferimento a un progetto nato due anni e mezzo fa. E’ necessario infatti che il piano prodotti e i relativi investimenti siano oggetto di costante revisione per adeguarli all’andamento dei mercati”. A ottobre i nuovi piani.
Confindustria vede nero sulla ripresa e pensa agli aiuti condizionati di Draghi. Ieri il Centro studi di Viale dell’Astronomia ha reso noto di aver rivisto al ribasso le sue previsioni su crescita (da meno 0,3 a meno 0,6 per cento nel 2013) e disoccupazione (in rialzo al 12,5 per cento nel 2013). Contemporaneamente il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi, ha auspicato un accordo per la crescita che vincoli sia gli attuali governo e Parlamento sia quelli che usciranno dalle prossime elezioni. Squinzi ha detto inoltre: “Possiamo considerare un programma di riforme deciso insieme e concordato con la Commissione europea e la Banca centrale europea scandito da scadenze per verificare i progressi. Se siamo tutti d’accordo, tanto vale sottoscrivere il memorandum d’intesa, far scattare lo scudo anti spread, avere tassi di interesse molto più bassi per lo stato ma anche per le famiglie e per le imprese”. Il governo Monti, finora, ha sempre detto di non ritenere necessario il ricorso allo scudo anti spread. A Viale dell’Astronomia c’è chi parla di sfiducia di Squinzi nel nuovo round di consultazioni con sindacati e governo sulla produttività. Forse un vincolo esterno dell’Europa garantirebbe di più gli imprenditori?
Monti critica gli effetti dello Statuto dei lavoratori. “Certe sue disposizioni, ispirate all’intento nobile di difendere i lavoratori, hanno determinato insufficiente creazione di posti di lavoro”, ha detto il premier riferendosi all’eccessiva rigidità e al dualismo dell’attuale mercato del lavoro italiano.
La Fed però fa attendere troppo le Borse europee che temono un altro bailout greco. Ieri l’unico listino positivo del continente è stato quello di Londra, mentre hanno chiuso in calo tutti gli altri (inclusa Milano a meno 1,07). Le Borse europee hanno interrotto le contrattazioni in rosso in attesa delle decisioni della Fed – rese note solo dopo le 18 e 30 – e per i timori che la Grecia abbia bisogno di nuovi aiuti. Nel pomeriggio infatti si erano diffuse alcune dichiarazioni rilasciate al Wall Street Journal dal direttore esecutivo greco presso il Fondo monetario internazionale, secondo il quale sarebbe necessario un nuovo pacchetto di aiuti internazionali per Atene. Ipotesi smentita dal governo greco. Il Fmi ha però affermato in compenso che ci sono “valide ragioni” per accordare una proroga supplementare ad Atene per arrivare al risanamento delle finanze pubbliche.
Per Marchionne “Fabbrica Italia” è una espressione datata. “Nei giorni scorsi, da parte di alcuni esponenti del mondo politico e sindacale, sono state fatte dichiarazioni preoccupate per il futuro di ‘Fabbrica Italia’”, ha scritto il Lingotto in una nota, ma è “impossibile fare riferimento a un progetto nato due anni e mezzo fa. E’ necessario infatti che il piano prodotti e i relativi investimenti siano oggetto di costante revisione per adeguarli all’andamento dei mercati”. A ottobre i nuovi piani.
Confindustria vede nero sulla ripresa e pensa agli aiuti condizionati di Draghi. Ieri il Centro studi di Viale dell’Astronomia ha reso noto di aver rivisto al ribasso le sue previsioni su crescita (da meno 0,3 a meno 0,6 per cento nel 2013) e disoccupazione (in rialzo al 12,5 per cento nel 2013). Contemporaneamente il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi, ha auspicato un accordo per la crescita che vincoli sia gli attuali governo e Parlamento sia quelli che usciranno dalle prossime elezioni. Squinzi ha detto inoltre: “Possiamo considerare un programma di riforme deciso insieme e concordato con la Commissione europea e la Banca centrale europea scandito da scadenze per verificare i progressi. Se siamo tutti d’accordo, tanto vale sottoscrivere il memorandum d’intesa, far scattare lo scudo anti spread, avere tassi di interesse molto più bassi per lo stato ma anche per le famiglie e per le imprese”. Il governo Monti, finora, ha sempre detto di non ritenere necessario il ricorso allo scudo anti spread. A Viale dell’Astronomia c’è chi parla di sfiducia di Squinzi nel nuovo round di consultazioni con sindacati e governo sulla produttività. Forse un vincolo esterno dell’Europa garantirebbe di più gli imprenditori?
Monti critica gli effetti dello Statuto dei lavoratori. “Certe sue disposizioni, ispirate all’intento nobile di difendere i lavoratori, hanno determinato insufficiente creazione di posti di lavoro”, ha detto il premier riferendosi all’eccessiva rigidità e al dualismo dell’attuale mercato del lavoro italiano.
Nel grafico: COMUNQUE VADA (IL RISANAMENTO) SARA’ UN SUCCESSO? Apparentemente sì, a giudicare dai vari scenari della Banca centrale europea sull’andamento del rapporto debito pubblico/pil. La Bce, nel bollettino mensile reso noto ieri, traccia quattro scenari: in quello “base” (linea grossa blu) – cioè nel caso in cui l’Italia centri gli obiettivi stabiliti nel programma di stabilità – il rapporto debito/pil raggiungerà il 123 per cento nel 2012 per poi scendere al di sotto del 100 entro il 2020. Anche gli altri scenari – ovvero crescita sfavorevole (pallini rossi), risanamento incompleto (tratteggiato verde) e tassi d’interesse sfavorevoli (linea sottile azzurra) – prevedono una discesa del rapporto debito/pil, ma nello scenario di “risanamento incompleto” questo non basterebbe a mettere in sicurezza il paese dagli attacchi degli speculatori.